Il corso massaggi certificato

Corso massaggi certificato
Questo piccolo articolo ti aiuterà moltissimo a capire in che modo agire prima di scegliere un corso corso massaggi certificato, e quindi risparmiando eventuali errori che, in qualche modo, potranno addirittura segnare il tuo futuro.

Il presente articolo si rivolge a tutti coloro che desiderano iscriversi ad un corso di massaggi certificato per diventare professionista del benessere con l’obbiettivo di lavorare con questa professione.

Nonostante esso sia dedicato particolarmente a chi desidera un futuro lavorativo nel mondo dei massaggi di benessere, la sua lettura può comunque essere molto utile anche a chi vorrebbe frequentare un corso massaggi certificato nonostante non voglia farne la propria professione futura.

3 cose da sapere prima di partecipare ad un corso massaggi certificato

1. Non è vero che un massaggiatore professionista trova subito lavoro, neanche se frequenta un corso massaggi certificato

Molte scuole erogano corsi di massaggi.
Se si pensa a quanti centri estetici e benessere, a quante Spa e quanti siano i massaggiatori operanti presso le innumerevoli associazioni sportive ed enti che sono affiliati al Coni, è facile comprendere come il seguire un corso di massaggi a Lecce sia una soluzione per aumentare le probabilità per trovare un lavoro professionalmente valido. Ma è altrettanto vero che se non si ha una preparazione adeguata, che comprenda anche aspetti legati alla comunicazione, al marketing e alla vendita, cioè se ci si limita ad apprendere le tecniche del massaggio, non si saprà mai come porsi nel mondo del lavoro da veri professionisti.
Ciò significa che solo chi frequenta un corso di massaggi con un programma adeguato alle esigenze del mercato può sfruttare le numerose opportunità che il mondo del lavoro offre oggi ai professionisti del massaggio.

  1. Non è vero che un massaggiatore può aprire un centro neanche se ha frequentato un corso massaggi certificato

Una volta che si è concluso il corso massaggi certificato, grazie alla preparazione ricevuta si avrà la conoscenza e la preparazione anche se si decidesse di aprire un centro massaggi, divenendo, perciò, un imprenditore o lavoratore autonomo. Ma avventurarsi in un’attività professionale con Partita Iva senza conoscere le basi di una gestione economica-finanziaria e le relative ricadute sul piano fiscale, vuol dire essere “sprovveduti” e rischiare di ritrovarsi pieni di debiti nel giro di poco tempo.
Essere professionisti del massaggio significa sapersi porre sul mercato con le giuste competenze per raggiungere i risultati desiderati anche sul piano economico.

 

  1. Non è vero che un massaggiatore ha la libertà nella gestione dell’orario di lavoro

Come libero professionista, il massaggiatore potrà gestire in forma del tutto autonoma il proprio orario di lavoro. Una motivazione in più per decidere di scegliere di frequentare un corso di massaggi. Ma attenzione: per poter coprire i costi e ottenere una soddisfazione economica, soprattutto nei primi anni di attività, quando non si ha una rete di conoscenze ampia e attiva, spesso si finisce con il fare sconti pur di farsi conoscere e acquisire nuovi clienti, finendo con il non avere più neanche un minuto libero per sé e per la propria famiglia. Imparare a gestire l’agenda degli appuntamenti e incrementare i guadagni, riducendo l’orario di lavoro non si apprende seguendo dei semplici corsi di massaggio.

Solo noi di Adsum Benessere a differenza degli altri enti di formazione che si limitano ad insegnare la tecnica del massaggio, offriamo un’attività formativa e consulenziale finalizzata a diventare Professionisti del massaggio.

In pratica Adsum Benessere attraverso i suoi corso di massaggi per professionisti del Benessere supporta i propri corsisti nel:

  1. Proporsi nel mercato del lavoro come professionisti, acquisendo le competenze fondamentali per essere competitivi anche senza avere esperienza;
  2. Avviare uno studio privato senza incappare in errori di gestione che impedirebbero la buona riuscita dell’attività, esponendo il massaggiatore a rischi di ordine fiscale ed economico;
  3. Gestire l’agenda degli appuntamenti in modo professionale al fine di incrementare gli utili senza fare sconti e lavorare tutto il giorno.

Se vuoi consultare il catalogo puoi scegliere il corso di massaggi più adatto alle tue esigenze clicca qui 

Per informazioni:

Coord. Formazione Benessere
 Dott.ssa Maria Josè Macchia
Tel.: 0832362903 – 333 2019434
E-mail: benessere@adsum.it

corso di massaggi certificato

Aprire uno studio privato dopo un corso di massaggi certificato

Studio privato di massaggi a casa propria: dopo un corso di massaggi certificato!

Lavorare in un immobile ad uso abitativo (A1,A2 etc.) con i massaggi/trattamenti olistici, significa chiaramente abitare e lavorare in un abitazione, quindi locale accatastato come abitazione (A2 o simile), ma senza cambiare la destinazione d’uso.

Tu svolgendo questa attività stai effettuando un lavoro che normalmente ricade in un luogo apposito a norma di legge (A10) l’uso promiscuo dell’abitazione, quindi non puoi farlo a casa se non ottieni il SI del comune.

Sul pratico il comune deve dirti: ok hai il permesso di lavorare in questo immobile con destinazione d’suo abitativa, senza cambiare destinazione d’uso di casa stessa e della stanza dove praticherai.

Concedendoti questo, il comune, ti permette di aprire uno studio privato nel domicilio dove abiti o comunque in una casa di tua proprietà.

Le cose fondamentali sono 2 per ottenere l’uso promiscuo dell’abitazione:

1) La superficie da dedicare al lavoro, anche ad occhio, deve essere esigua rispetto a quella destinata ad uso domestico.

2) Far capire al comune stesso che apri uno studio olistico di trattamenti benessere e massaggi olistici. Nessuna attività estetica, medica e terapeutica.

Il comune deve capire che stai aprendo uno studio simile a quello di una professione che non ha grossi requisiti igienici da rispettare (architetto o avvocato per esempio).

Scavallato questo particolare, che ti porterà comunque a richiedere informazioni più precise proprio al comune dove intendi aprire (ed è un passo obbligatorio anche perché ogni comune ha il proprio piano regolatore), la cosa successiva che dovrai compiere obbligatoriamente, sarà quella di chiedere se serva o meno la variazione della tassa sui rifiuti e servizi. Il concetto è questo: proprio perché tu svolgerai anche attività lavorativa in questo immobile alcuni comuni variano la Tares perché dovrai pagare di più come tassazione.

Ad oggi, Gennaio 2018, nella maggior parte dei casi dei nostri iscritti clienti, la

VARIAZIONE TARES NON E’ STATA RICHIESTA.

Altra cosa fondamentale: ottenendo l’uso promiscuo dell’abitazione per avviare uno studio privato di massaggi olistici, nel momento in cui il tuo studio privato sarà aperto con regolare partita Iva, potrai detrarre il 50% di tutte le spese di casa inerenti al lavoro (bollette, canone rai per esempio).

Affrontiamo una sotto-categoria: APRIRE UNO STUDIO PRIVATO DI MASSAGGI OLISTICI CHE COMBACIA CON UN’ABITAZIONE DOVE RISIEDI IN AFFITTO

Stessa situazione di prima a livello fiscale (inps, codice ateco, no iscrizione camera di commercio, detrazioni fino al 50% etc.), ma con una grandissima differenza: per aprire un’attività a queste condizioni il tuo proprietario di casa deve pagare le tasse, sull’affitto che tu versi, nella modalità “comune” ovvero tassazione IRPEF ordinaria.

Se il proprietario dell’immobile aderisce alla tassazione agevolata con cedolare secca (10% o 20%), non potrai ottenere l’uso promiscuo dell’abitazione, quindi non potrai aprire il tuo studio a casa. Semplicissimo.

Se accade questa condizione, la sola possibilità che hai è rescindere il contratto con tutte le dovute spese che saranno a carico tuo, e rifare il contratto da 0, dove il proprietario aderirà alla tassazione ordinaria IRPEF. Abbastanza complicato soprattutto a livello di tempistica e ricalcolo delle tasse e sarebbe troppo oneroso per te.

Se è tutto ok, quindi non esiste questa condizione e il proprietario aderisce alla tassazione IRPEF ordinaria hai il requisito principale per aprire e dovrai seguire la stessa prassi precedente, quindi sentire il comune, ma stavolta insieme al proprietario, verificare che ci sia un parere positivo, come ti abbiamo spiegato.

Ci sarà solo un accorgimento in più da seguire: nel contratto d’affitto andrà inserita la clausola precisa che indica l’uso promiscuo. E’una dicitura apposita, da scrivere sul contratto e si può rimediare anche online.

Su questo poi dovrai informarti se potrà essere fatta un’integrazione a parte o se proprio sul contratto. In qualsiasi caso, il tutto deve essere comunicato all’agenzia delle entrate, perché i contratti è proprio qui che vengono sempre registrati ai fini della tassazione. Quindi all’Agenzia Delle Entrate deve risultare obbligatoriamente l’uso promiscuo dell’abitazione.

La cosa può sembrarti alquanto complicata, infatti solitamente problemi di questo tipo non ci sono affatto se ti stai recando in una abitazione e stai da subito pensando di lavorarci. Si farà così un contratto dove si inserisce subito l’utilizzo promiscuo dell’abitazione una volta ottenuto. Fare questa cosa da 0 è più semplice quindi.

Fare variazioni in corso d’opera, quindi quando già sei in affitto, è in effetti un po’ complicato e richiede aspetti burocratici non indifferenti.

Per aprire uno Studio privato di massaggi olistici dopo un corso di massaggi certificato

Devi valutare bene, solo così potrai seriamente muoverti. Fare le cose bene in anticipo ti permetterà di risparmiare soldi, errori e aprire lo studio dei tuoi sogni!

E APRIRE UNO STUDIO PRIVATO DI MASSAGGI OLISTICI IN APPOSITO LOCALE A10 COME PROFESSIONISTA DEL BENESSERE E’ POSSIBILE DOPO AVER FREQUENTATO UN CORSO DI MASSAGGI CERTIFICATO?

Il codice ateco è sempre il 96.09.09.

La differenza sta che non è un’attività da libero professionista, ma DA IMPRENDITORE, quindi è necessaria l’iscrizione alla camera di commercio, sezione artigiani (tendenzialmente più idonea rispetto a quella commercianti) e servirà anche l’iscrizione all’ INAIL, soprattutto perché un’attività del genere si apre se si vogliono inserire dipendenti a svolgere i servizi che si propongono.

E ovviamente sarà obbligatorio anche applicare le vigenti normative in tema di sicurezza sul lavoro, che prevedono la nomina di un responsabile e la stesura di un documento sui rischi lavorativi, la presenza di estintori e altro.

Un’attività del genere implica 1 problema:

SCIA = ISCRIZIONE C.C.I.A.A. = PROBLEMA DI ISCRIZIONE

Praticamente questa attività ricade nell’artigianato perché ne possiede molti requisiti, ma allo stesso tempo l’albo degli artigiani richiede praticamente sempre una qualifica. Di conseguenza SPESSO ti bloccano l’iscrizione. SOLUZIONE? Optare per la sezione COMMERCIANTI, come già successo spesso in Piemonte dove addirittura centri massaggi thai aperti al pubblico si sono iscritti fra i COMMERCIANTI.

Riferimenti normativi artigianato qui: Legge 443/1985

Professionista del Benessere Psicofisico!

Tra le professioni del futuro, il Professionista del Benessere Psicofisico è  tra quelle più gettonate perché riguarda la cura del corpo e il benessere fisico. In un mondo nel quale sembriamo non avere più tempo per prenderci cura di noi, costretti a dividerci tra lavori eccessivamente faticosi e lavori sedentari, rimanere in forma non è affatto semplice.

La domanda per diventare Professionista del Benessere Psicofisico è sempre più alta e col passare del tempo, si ipotizza che sempre più persone accederanno a trattamenti estetici e di benessere personalizzati, a costi sempre più bassi. Dall’altra parte si assiste anche a una crescita dell’offerta dei cosiddetti pacchetti benessere. Hotel e strutture ricettive legano le loro tradizionali offerte turistiche alla cura del corpo, includendo massaggi, fanghi, trattamenti completi di spa con saune, idromassaggi, peeling, aromaterapia.

Interpretando correttamente queste linee di tendenza, si può affermare che oggi come oggi, seguire un corso per diventare massaggiatore (massoterapista) può essere un sicuro investimento per il futuro.

Il lavoro sta sempre più cambiando: persone che prima erano alla ricerca spasmodica di un posto di lavoro da impiegato, decidono di intraprendere la via del lavoro autonomo. Diventare massaggiatore coniuga entrambi gli aspetti: si potrebbe lavorare da autonomi, con l’attrezzatura giusta e naturalmente le qualifiche ottenute seguendo un corso di formazione adeguato, come quelli proposti da Adsum Benessere – oppure lavorare per quelle strutture che puntano sui massaggi, come sui trattamenti di bellezza, per aumentare il giro d’affari e consolidare la clientela.

Molti formano persone a diventare semplici operatori del massaggio: da qui nasce la finalità dell’offerta formativa di Adsum Benessere, specializzato nel formare alla professione del futuro: Professionista del Benessere Psicofisico, esplorando nuove attività di massaggio e riequilibrio psico fisico, acquisendo nuove conoscenze e competenze, convinti che la promozione del benessere della persona, va sostenuta in ogni ambiente, consapevoli che le nuove opportunità all’orizzonte e le metodologie più appropriate, potranno valorizzare al massimo il Professionista del Benessere Psicofisico, impegnato nel benessere proprio e degli altri, rendendolo più consapevole e conforme al nostro mercato di riferimento ed alla tutela e salute dei consumatori in completa legalità.

Ed è per questo che presso la nostra scuola diventando Professionista del Benessere Psicofisico acquisirai la Professionalità per lavorare nel mondo del benessere e ti formerai responsabile e consapevole delle norme, delle leggi e dei regolamenti che altre realtà del settore non dicono.

 

Lavorare senza partita Iva come massaggiatore autonomo occasionale

Non lavori con partita Iva, ma nemmeno come dipendente. E non c’è obbligo di contratto (come spiega la normativa sul contratto d’opera).

– disciplina del contratto d’opera, art. 222 del codice civile / Legge Biagi ( D.Lgs. 276/2300 )

Quindi come lavori? Praticamente per 30 giorni l’anno massimo e fino ad un massimo di 2020 € netti per singolo committente, lavori in una o più strutture di benessere. Quando vieni pagato dalla struttura (hotel, spa, centro estetico, centro benessere, studio olistico esistente, struttura sportiva, struttura termale etc.) tu rilasci una ricevuta.

Nella ricevuta, salvo che il o i titolari della struttura abbia/abbiano un regime agevolato, si applica la RITENUTA D’ACCONTO.

Che cos’è?

E’ un’imposta del 20% del compenso lordo che percepisci e che il titolare della struttura (chiamato committente) trattiene e versa allo Stato Italiano entro il 16 del mese successivo alla data della ricevuta (e quindi del compenso).

SPIEGHIAMO MEGLIO E RIEPILOGHIAMO:

  1. Tu fai i massaggi ai clienti della struttura
  2. Loro pagano alla struttura
  3. La struttura rilascia scontrino o ricevuta o ricevuta/fattura al cliente
  4. La struttura gira a te il compenso pattuito (di solito una percentuale stabilita in partenza sul prezzo del massaggio iva esclusa)
  5. Tu rilasci ricevuta dove compare importo lordo, la ritenuta d’acconto e l’importo netto, ovvero quello che materialmente percepisci e ti entra in tasca.

LIMITE TEMPORALE: 30 GIORNI NELL’ARCO DI 1 ANNO (GENNAIO DICEMBRE)

LIMITE ECONOMICO: MASSIMO 2.020 € DI COMPENSI NETTI CHE PUOI PERCEPIRE DA OGNI SINGOLO COMMITTENTE, se si lavora per più committenti.

Se si lavora solo ed esclusivamente per un committente soltanto, allora il limite rimane di 5000 € 

Appena vieni meno al rispetto di una delle condizioni economiche-temporale in questione devi subito comunicarlo ad ogni titolare della struttura. E allo stesso tempo decidere come muoverti: o uno dei titolari della struttura ti fa lavorare con regolare contratto coordinato e continuativo (part-time o full-time) oppure apri la partita Iva, anche con un regime agevolato.

Puoi anche continuare a lavorare con le ricevute occasionali ma hai l’obbligo di iscriverti alla gestione separata INPS: 1/3 lo versi tu e 2/3 lo versa il committente.

Quest’ultima non è una situazione definitiva ma solo per tamponare: vale quanto detto sopra e quindi prima o poi devi essere assunto o aprire la partita Iva.

Requisiti per lavorare con le prestazioni occasionali:

– non devi essere dipendente statale ( in questo caso puoi provare a chiedere con una lettera di valutare il tuo caso. E’ l’ente a decidere sul da farsi e la normativa è ancora lacunosa e contrastante.

– avere quote amministrative di un’azienda pubblica o essere collaboratore di un ente sportivo riconosciuto dallo Stato, come il CONI

– ed essere iscritto ad un albo professionale

LA DOMANDA CHE PIU SPESSO CI E’ STATA RIVOLTA SU QUESTO ARGOMENTO:

– Può un operatore lavorare in piena autonomia a casa o a domicilio senza partita Iva e quindi rilasciare ricevute ai privati?

La risposta è…. NORMALMENTE NO!

Molti commercialisti dicono di si, ma alcune leggi/pareri sembrano proprio affermare il contrario. In particolare:

– Organizzazione professionale del lavoro

– legge incaricati a domicilio – Legge 173/2005

– I requisiti burocratici dei locali per lavorare

Solo tu sei responsabile del tuo lavoro: non rischiare a lavorare in proprio ad organizzarti professionalmente senza partita Iva perché sei tu che ne paghi le conseguenze e non altri.