Lavorare senza partita Iva come massaggiatore autonomo occasionale

Non lavori con partita Iva, ma nemmeno come dipendente. E non c’è obbligo di contratto (come spiega la normativa sul contratto d’opera).

– disciplina del contratto d’opera, art. 222 del codice civile / Legge Biagi ( D.Lgs. 276/2300 )

Quindi come lavori? Praticamente per 30 giorni l’anno massimo e fino ad un massimo di 2020 € netti per singolo committente, lavori in una o più strutture di benessere. Quando vieni pagato dalla struttura (hotel, spa, centro estetico, centro benessere, studio olistico esistente, struttura sportiva, struttura termale etc.) tu rilasci una ricevuta.

Nella ricevuta, salvo che il o i titolari della struttura abbia/abbiano un regime agevolato, si applica la RITENUTA D’ACCONTO.

Che cos’è?

E’ un’imposta del 20% del compenso lordo che percepisci e che il titolare della struttura (chiamato committente) trattiene e versa allo Stato Italiano entro il 16 del mese successivo alla data della ricevuta (e quindi del compenso).

SPIEGHIAMO MEGLIO E RIEPILOGHIAMO:

  1. Tu fai i massaggi ai clienti della struttura
  2. Loro pagano alla struttura
  3. La struttura rilascia scontrino o ricevuta o ricevuta/fattura al cliente
  4. La struttura gira a te il compenso pattuito (di solito una percentuale stabilita in partenza sul prezzo del massaggio iva esclusa)
  5. Tu rilasci ricevuta dove compare importo lordo, la ritenuta d’acconto e l’importo netto, ovvero quello che materialmente percepisci e ti entra in tasca.

LIMITE TEMPORALE: 30 GIORNI NELL’ARCO DI 1 ANNO (GENNAIO DICEMBRE)

LIMITE ECONOMICO: MASSIMO 2.020 € DI COMPENSI NETTI CHE PUOI PERCEPIRE DA OGNI SINGOLO COMMITTENTE, se si lavora per più committenti.

Se si lavora solo ed esclusivamente per un committente soltanto, allora il limite rimane di 5000 € 

Appena vieni meno al rispetto di una delle condizioni economiche-temporale in questione devi subito comunicarlo ad ogni titolare della struttura. E allo stesso tempo decidere come muoverti: o uno dei titolari della struttura ti fa lavorare con regolare contratto coordinato e continuativo (part-time o full-time) oppure apri la partita Iva, anche con un regime agevolato.

Puoi anche continuare a lavorare con le ricevute occasionali ma hai l’obbligo di iscriverti alla gestione separata INPS: 1/3 lo versi tu e 2/3 lo versa il committente.

Quest’ultima non è una situazione definitiva ma solo per tamponare: vale quanto detto sopra e quindi prima o poi devi essere assunto o aprire la partita Iva.

Requisiti per lavorare con le prestazioni occasionali:

– non devi essere dipendente statale ( in questo caso puoi provare a chiedere con una lettera di valutare il tuo caso. E’ l’ente a decidere sul da farsi e la normativa è ancora lacunosa e contrastante.

– avere quote amministrative di un’azienda pubblica o essere collaboratore di un ente sportivo riconosciuto dallo Stato, come il CONI

– ed essere iscritto ad un albo professionale

LA DOMANDA CHE PIU SPESSO CI E’ STATA RIVOLTA SU QUESTO ARGOMENTO:

– Può un operatore lavorare in piena autonomia a casa o a domicilio senza partita Iva e quindi rilasciare ricevute ai privati?

La risposta è…. NORMALMENTE NO!

Molti commercialisti dicono di si, ma alcune leggi/pareri sembrano proprio affermare il contrario. In particolare:

– Organizzazione professionale del lavoro

– legge incaricati a domicilio – Legge 173/2005

– I requisiti burocratici dei locali per lavorare

Solo tu sei responsabile del tuo lavoro: non rischiare a lavorare in proprio ad organizzarti professionalmente senza partita Iva perché sei tu che ne paghi le conseguenze e non altri.

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